Lingue straniere e logica: perché insegnarle insieme
C’è un momento in classe che molti docenti di lingue conoscono bene. Uno studente alza la mano, guarda una parola nuova sulla pagina o alla lavagna e chiede:
«Prof, ma questa parola ha senso se la scompongo così?»
In quel momento non sta semplicemente imparando una lingua straniera. Sta ragionando. Potrebbe sembrare strano, ma ogni giorno, in classe, noi docenti chiediamo ai nostri studenti di fare esattamente questo: ragionare, collegare, dedurre. Quando uno studente guarda una parola sconosciuta e prova a smontarla pezzo per pezzo, non sta traducendo. Sta cercando un senso.
Ogni anno, il 14 gennaio, si celebra la Giornata internazionale della Logica, istituita dall’UNESCO per ricordarci quanto il pensiero logico sia centrale nella formazione. Quando sentiamo la parola “logica”, pensiamo subito alla matematica o alla filosofia. Raramente alle lingue straniere.
Eppure, chi insegna inglese, spagnolo o qualsiasi altra lingua straniera lo sa: studiare una lingua è un continuo esercizio di logica. Insegnare una lingua non significa solo trasmettere parole o regole. Significa allenare una forma di pensiero.
Pensiamo a parole come sunflower o girasol. Non sono sequenze casuali di lettere. Sono parole che raccontano qualcosa.
Quando uno studente capisce che sunflower è formato da sun e flower, sta facendo una deduzione. Quando intuisce il significato di paraguas partendo dal verbo parar, sta formulando un’ipotesi.
Ogni volta che uno studente:
collega una parola a un’immagine,
confronta una lingua con un’altra,
deduce il significato dal contesto,
sta applicando il pensiero logico, anche se non lo chiamiamo così.
Spesso gli studenti pensano che imparare una lingua significhi solo ricordare liste di vocaboli. Ma l’apprendimento diventa più efficace quando passa dalla comprensione.
Le attività che funzionano meglio in classe sono spesso quelle in cui gli studenti devono chiedersi:
Perché questa parola significa questo?
Cosa succede se la scompongo?
Questa frase “funziona” davvero?
In questi momenti la lingua diventa uno strumento per allenare la mente, non solo la memoria.
Integrare la logica nelle lezioni di lingua ha anche un altro grande vantaggio: rende l’apprendimento più inclusivo. Giochi di parole, sfide logiche ed esercizi di deduzione permettono di partecipare anche a studenti che:
hanno un lessico ancora limitato,
faticano con la memorizzazione,
si sentono meno sicuri nella produzione orale.
La logica diventa un ponte: tutti possono ragionare, anche con poche parole.
Le giornate internazionali UNESCO non sono solo date sul calendario. Possono diventare occasioni didattiche significative.
La Giornata internazionale della Logica è un buon momento per mostrare agli studenti che le lingue:
non sono solo regole,
non sono solo vocaboli,
ma strumenti di pensiero.
Bastano attività brevi e mirate, che invitino a osservare e ragionare.
Proprio partendo da queste riflessioni ho preparato una mini guida gratuita per docenti di inglese e spagnolo, con 3 attività basate sulla logica linguistica. Non si tratta di esercizi complessi, ma di proposte semplici e immediate:
giochi di parole,
attività vero/falso sul significato,
sfide con emoji per stimolare la deduzione.
La guida è pensata per la scuola primaria e secondaria di I grado, ed è ideale per il 14 gennaio, ma anche come warm-up o attività di brain break.
In conclusione, insegnare una lingua non significa solo trasmettere parole: significa allenare la mente a collegare, chiedere, capire.
La Giornata internazionale della Logica ci ricorda che lingue e ragionamento non camminano separati: in classe, vanno sempre insieme.